
Nato in Inghilterra, nello Yorkshire, nel 1942, John McLaughlin inizia a suonare il piano all’età di nove anni, mentre sua madre è violinista. Due anni dopo passa alla chitarra, che studia da autodidatta.
Alla fine degli anni ’50, suona per qualche tempo con il banjoista Pete Deuchar e i suoi ‘Professors of Ragtime’, poi decide di trasferirsi a Londra, dove muove i primi passi in gruppi rock e blues. All’inizio degli anni ’60, le strade del giovane John McLaughlin s’incrociano con quelle di Georgie Fame e dei suoi ‘Blue Flames’, quindi suona con Alexis Korner. Successivamente trascorre sei mesi in Germania, in seno al gruppo di Gunter Hampel.
La sua carriera progredisce rapidamente. Su consiglio di Dave Holland, il batterista Tony Williams, che ha appena lasciato Miles Davis per fondare il suo gruppo ‘Lifetime’, chiama con sé proprio John McLaughlin. Quando il Lifetime si scioglie, John McLaughlin prende a collaborare con Miles Davis, partecipando alla realizzazione di alcuni tra i suoi più celebri capolavori.
Inizia una nuova era musicale, e la fusion elettrica comincia ad attirare musicisti dai più diversi orizzonti. Il chitarrista diventa discepolo del guru Sri Chinmoy Ghose, e prende il nome di Mahavishnu. All’inizio degli anni ’70 fonda uno dei gruppi faro di questi anni jazz rock: la Mahavishnu Orchestra.
Nel 1972 McLaughlin comincia a suonare con alcuni musicisti indiaini: il violinista L. Shankar, il percussionista Zakir Hussain e Raghavan. Il gruppo ‘Shakti’ vede la luce nel 1975, e resta in tournée mondiale fino al 1977.
Negli anni ’80 McLaughlin si lancia in un’esplosiva parentesi acustica con Al Di Meola e Paco de Lucia. Un’intera generazione di chitarristi resta estasiata dall’estremo virtuosismo espresso dai tre chitarristi e immortalato in album come “Friday Night in San Francisco” (1980) e “Passion Grace and Fire” (1983).
Nel 1993, John McLaughlin volta nuovamente pagina, e sceglie di tornare a uno dei suoi primi amori: il trio con organo Hammond. Chiede la collaborazione del batterista Dennis Chambers e del giovanissimo prodigio Joey De Francesco. Seguono concerti in un po’ tutto il mondo, con una formula spettacolare: il trio The Free Spirits.
Il 1996 si apre per McLaughlin con un album storico, "The Promise", che veda la partecipazione di artisti del calibro di Jeff Beck, Michael Brecker, David Sanborn, Sting. Poi nel 1997, con un nuovo gruppo che prende il nome di The Heart of Things, John McLaughlin prosegue la sua ricerca dell’eccellenza musicale.
20 anni dopo, nel 1997, in occasione del cinquantenario dell’indipendenza dell’India, ‘Shakti’ viene ricostituito con la denominazione ‘Remember SHAKTI’. John McLaughlin comincia una tournee con Zakir Hussain, T.H. Vikku Vinayakram e Hariprasad Chaurasia e nel corso di diversi spettacoli in Gran Bretagna registra un nuovo album live, "Remember SHAKTI".
Nel 2003 esce “Thieves & Poets”, su richiesta di Jürgen Nimbler e della Deutsche Kammerphilharmonie, con cui McLaughlin effettua una tournée europea. La composizione viene anche utilizzata dai ‘Ballets di Monte-Carlo’ Infine, nel 2006, McLaughlin riprende la tradizione con l’energia, il furore e la sofisticazione formale che caratterizza le migliori registrazioni della Mahavishnu Orchestra, con una nuova incarnazione di questo ‘eterno ritorno’ vivificante: “Industrial Zen”.
E nel 2008 si esibirà nella prestigiosa Salle Garnier di Monte-Carlo, teatro dell’Opera concepito e realizzato dal celebre Garnier (1825-1898) nel 1978.
John McLaughlin & the 4th Dimension
John McLaughlin - Chitarra
Gary Husband - Tastiere
Hadrien Feraud - Basso
Mark Mondesir - Batteria
Salle Garnier alle 20.30
Prezzo : 50€
Abbigliamento consigliato : si esige una tenuta corretta
Informazioni / Prenotazioni : +377 98 06 36 36










